L’affidabilità non si misura dall’apparenza


Durante il mio intervento a Radio Lombardia abbiamo affrontato il tema delle dichiarazioni
di Antonio Tajani sull'affidabilità delle persone e sul rapporto tra apparenza, serietà e scelte
personali.
«La metafora è un po' infelice».
Il confronto è partito da una metafora politica che associava l'affidabilità di una donna alla
sua minore appariscenza e alla lunghezza della gonna, per poi estendersi a una
contrapposizione tra differenti modelli maschili.
Credo che una riflessione sull'affidabilità debba concentrarsi sui comportamenti, sulla
serietà e sulla coerenza delle persone, senza ricorrere a generalizzazioni legate all'aspetto
fisico o all'abbigliamento.
Durante la trasmissione ho anche riconosciuto le scuse presentate dal ministro, auspicando
che la vicenda potesse concludersi.
Le parole pronunciate da chi ricopre responsabilità istituzionali meritano attenzione, anche quando vengono utilizzate come metafore.
Quali comportamenti considerate realmente indicativi dell'affidabilità di una persona, nella
vita privata e nelle responsabilità pubbliche?
Mi interessa conoscere il vostro punto di vista.



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