EUROPA: COMPETERE O SPARIRE. È TEMPO DI SCEGLIERE.


Ho letto Competere o sparire di Mario Draghi.
Il titolo è provocatorio, ma fotografa bene il bivio davanti al quale si trova oggi l’Europa.
In un continente che invecchia, cresce troppo lentamente e rischia di perdere ulteriore terreno rispetto alle altre grandi potenze economiche, non possiamo più limitarci a gestire l’esistente.
Draghi indica alcune priorità molto concrete: crescita, energia, difesa, innovazione e completamento del mercato unico.
Ma c’è un passaggio che condivido particolarmente: troppe regole, spesso frammentate tra i diversi Paesi, finiscono per diventare vere e proprie barriere interne. Penalizzano le imprese, scoraggiano gli investimenti e rallentano l’innovazione.
L’Europa deve tornare a fare ciò per cui è nata: unire le forze dove insieme possiamo essere più forti.
Servono una vera politica industriale europea, più investimenti comuni, mercati dell’energia più efficienti, meno burocrazia e regole maggiormente armonizzate.
E, soprattutto, la capacità di decidere e di misurare concretamente i risultati.
Non significa avere meno Europa.
Significa costruire un’Europa migliore, più semplice, più forte e più competitiva.
Perché la sfida non riguarda soltanto la nostra economia. Riguarda il futuro dei nostri giovani, delle nostre imprese e del nostro modello sociale.
Dobbiamo tornare ad avere fiducia in noi stessi e nel futuro. E dobbiamo farlo insieme.



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